Gmail lancia il collega passivo-aggressivo automatico: risponde "come da mia precedente" prima ancora che tu scriva
La nuova funzione di scrittura assistita promette di imitare il tuo stile, ma in ufficio ha imparato soprattutto risentimento, solleciti e cordialità armata.
Redazione

“La nuova funzione di scrittura assistita promette di imitare il tuo stile, ma in ufficio ha imparato soprattutto risentimento, solleciti e cordialità armata.”
Google assicura che il nuovo aggiornamento di Gmail saprà scrivere le email con il tuo stile. Nei primi test interni italiani, però, l’intelligenza artificiale non avrebbe imparato la tua personalità profonda, ma il tono più frequente usato in azienda: quello del dipendente che sorride in call, annuisce in riunione e poi manda un messaggio con oggetto “gentile promemoria” carico di vendetta amministrativa. Nasce così il **collega passivo-aggressivo automatico**, un assistente capace di rispondere “come da mia precedente” prima ancora che tu abbia finito di provare delusione.
Secondo le indiscrezioni, la funzione sarebbe stata addestrata su milioni di scambi professionali, riuscendo a isolare il tratto davvero universale della produttività contemporanea: nessuno vuole più scrivere, ma tutti vogliono lasciare traccia di aver detto qualcosa in modo formalmente ineccepibile. Il sistema propone in automatico frasi come “resto in attesa di un vostro cortese riscontro”, “colgo l’occasione per riportare il thread in evidenza” e, per gli utenti premium, anche il devastante “ti giro sotto per comodità”, considerato il vero ordigno lessicale dell’economia terziaria.
## L’automazione del rancore
I manager coinvolti nel programma pilota parlano di un salto epocale. Non servirà più decidere se un sollecito debba suonare freddo, esasperato o paternalista. L’algoritmo analizzerà lo storico relazionale del team, i ritardi medi di ciascun reparto e perfino il numero di emoji usate nei mesi precedenti, calibrando un grado di irritazione compatibile con la cultura aziendale. Se il destinatario è noto per sparire per tre giorni e poi rispondere “scusate mi era sfuggita”, Gmail alzerà automaticamente il livello da “cordiale pressione” a “richiamo notarile in tono inclusivo”.
Le prime vittime raccontano di aver ricevuto risposte perfette, talmente perfette da risultare più offensive dell’offesa esplicita. Un responsabile acquisti avrebbe letto per sette minuti una mail di sole otto righe, incapace di capire dove fosse l’attacco ma certo di essere stato umiliato in modo tecnicamente elegante. “Mi ha dato del negligente senza usare una sola parola scortese”, ha spiegato. “È come se un notaio mi avesse lasciato da leggere il mio fallimento in Helvetica”.
## La produttività del non detto
L’obiettivo ufficiale resta quello di farti risparmiare tempo. Quello reale, sospettano molti, è permettere ai dipendenti di litigare in scala industriale mantenendo intatta la reputazione di professionisti collaborativi. La vera innovazione non è l’email scritta dall’IA, ma il fatto che nessuno si sentirà più responsabile del contenuto. La frase velenosa non sarà tua, sarà stata suggerita. E se mai nascerà un contenzioso, basterà dire che il prompt puntava a “un tono fermo ma costruttivo”.
Intanto diverse aziende italiane starebbero già ripensando l’organigramma. Se la macchina può generare promemoria, follow-up e chiarimenti finali, il prossimo ruolo a rischio è quello del collega che “mette in copia tutti per trasparenza”. Alcuni sindacati chiedono tutele minime: almeno il diritto a una risposta umana quando si viene accusati di non aver allegato il PDF giusto per la quarta volta nello stesso trimestre.