Università di Brescia attiva il master in grande equivoco: crediti formativi in molestie semantiche
Dopo il dossier degli studenti e la replica del docente che parla di enorme malinteso, l’ateneo avrebbe aperto un corso avanzato per distinguere i fatti dalle autoassoluzioni lessicali.
Redazione

“Dopo il dossier degli studenti e la replica del docente che parla di enorme malinteso, l’ateneo avrebbe aperto un corso avanzato per distinguere i fatti dalle autoassoluzioni lessicali.”
Nel mondo accademico italiano la specializzazione più resistente non sarebbe più il diritto amministrativo, la bioingegneria o la filologia romanza. Sarebbe la gestione reputazionale del disastro. Così, dopo il dossier degli studenti che accusa di molestie sessuali il docente Marco Perona e la replica dell’interessato, che parla di “grande equivoco”, l’Università di Brescia avrebbe aperto il primo **master in equivoco strutturato**.
Il corso promette competenze immediatamente spendibili. Modulo uno: come trasformare una contestazione dettagliata in un problema di interpretazione emotiva. Modulo due: il potere della parola “equivoco” nei contesti in cui tutti hanno già capito benissimo di cosa si sta parlando. Modulo tre: laboratorio pratico di autodifesa linguistica con esercitazioni su tono, omissione e sguardo offeso.
L’ateneo, almeno nella versione satirica dei suoi corridoi, starebbe cercando di tenere insieme due istinti tipici delle istituzioni: dichiararsi severissimo e sperare nel frattempo che la realtà abbassi il volume da sola. Gli studenti chiedono ascolto, procedure, conseguenze. Il sistema risponde spesso con la sua competenza migliore: la produzione di frasi che non negano del tutto, ma nemmeno assumono qualcosa fino in fondo.
Il problema è che l’equivoco, quando diventa riflesso condizionato, smette di essere un incidente e comincia a somigliare a una metodologia. E allora anche l’università, che pure vive di parole, dovrebbe forse ricordarsi che a volte le parole non servono per coprire i fatti. Servono per chiamarli con il loro nome.