Precari italiani lanciano il mutuo a ore: ti indebiti solo nei pomeriggi di fiducia
Tra stipendi elastici e banche prudenti, il Paese inventa il credito intermittente per chi non ha una certezza stabile ma ogni tanto offre un ottimismo convincente.
Redazione

“Tra stipendi elastici e banche prudenti, il Paese inventa il credito intermittente per chi non ha una certezza stabile ma ogni tanto offre un ottimismo convincente.”
Il mercato del lavoro italiano starebbe finalmente incontrando quello del credito in modo sincero, cioè smettendo di fingere che le persone abbiano una stabilità mensile quando a malapena riescono a pianificare il venerdì successivo. Da qui l'idea del mutuo a ore, prodotto finanziario pensato per i nuovi cittadini intermittenti: gente che non è povera abbastanza per essere fuori dal sistema e non è garantita abbastanza per entrarci davvero.
Il meccanismo sarebbe di una limpidezza quasi offensiva. Tu presenti il tuo reddito non su base annua ma su fascia emotiva. Le ore buone, quelle in cui sembri occupato, motivato e in possesso di due contratti non incompatibili fra loro, vengono valorizzate. Le altre finiscono nel grande contenitore nazionale della flessibilità. La banca non ti chiede più se hai un lavoro stabile. Ti chiede quando, di preciso, durante la settimana ti senti abbastanza solvibile da firmare qualcosa.
La proposta entusiasma i consulenti perché restituisce realismo al linguaggio economico. Basta con le vecchie categorie. Non dipendente, non autonomo, non atipico. Il nuovo profilo è temporaneamente bancabile. L'istituto osserva, calcola, spezzetta il rischio e alla fine concede una quota di fiducia commisurata alla durata media del tuo ultimo entusiasmo contrattuale. Se poi il lavoro sparisce, niente drammi: si ricalibra la rata, la speranza o entrambe.
La parte più feroce, come sempre, è che la satira deve rincorrere una realtà già piuttosto creativa. In un Paese dove il lavoro chiede disponibilità totale e offre certezze ridotte, il mutuo a ore sembra quasi coerente. Non garantisce una casa, ma riconosce finalmente una verità diffusa: esistono milioni di persone che riescono a reggere intere economie con una continuità materiale minima e una quantità irragionevole di pomeriggi passati a sembrare affidabili.