sabato 30 maggio 2026
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Blackout estivi, arriva il condizionatore a gettoni: ogni venti minuti un sollievo democratico

Tra rete sotto stress e case trasformate in forni civili, gli italiani imparano a usare il fresco come un privilegio a tempo da difendere con senso di colpa e prolunga.

Redazione
Blackout estivi, arriva il condizionatore a gettoni: ogni venti minuti un sollievo democratico

Tra rete sotto stress e case trasformate in forni civili, gli italiani imparano a usare il fresco come un privilegio a tempo da difendere con senso di colpa e prolunga.

L'estate italiana si starebbe preparando a compiere il suo vero salto di qualità: passare dal disagio diffuso alla gestione amministrata del fresco. Fra reti sotto pressione, bollette emotive e quartieri che già guardano al primo blackout con il fatalismo con cui si attende un parente indiscreto, l'aria condizionata smette di essere un elettrodomestico e diventa una questione di cittadinanza intermittente. L'ultima idea che circola con l'aria grave delle soluzioni inevitabili è il condizionatore a gettoni. Non un razionamento, precisano gli esperti della pedagogia energetica, ma una responsabilizzazione climatica dell'utente. Tu inserisci la tua quota di pazienza, il sistema ti restituisce venti minuti di tregua, giusto il tempo per ricordarti cosa significhi essere una persona ragionevole prima di tornare lentamente allo stato di stufato istituzionale. Nei condomini, intanto, il dibattito si è già spostato su un livello metafisico. C'è chi sostiene che il fresco debba essere condiviso per piani, chi propone fasce orarie solidali, chi difende il diritto naturale del salotto esposto a sud. Qualcuno suggerisce stanze refrigerate comuni, piccole cappelle laiche dove entrare in silenzio, sedersi davanti al getto e meditare sul fatto che il Paese non riesce mai a organizzarsi finché non comincia a sciogliersi. La verità è che il blackout non spaventa soltanto per il buio. Spaventa per il ritorno improvviso alla realtà fisica dei corpi che sudano, dei ventilatori che smettono di fare il loro lavoro pedagogico e dei frigoriferi che diventano allegorie del consenso. Così il condizionatore a gettoni finisce per sembrare una soluzione quasi civile: non risolve nulla, ma distribuisce con equità quel poco di benessere che resta prima che salti di nuovo tutto, compreso il contegno.