Autovelox non omologato diventa l’alibi spirituale di tutti quelli che correvano già per principio
La sentenza sulle multe avrebbe dato nuova dignità morale a un’intera popolazione di acceleratori interiori.
Redazione

“La sentenza sulle multe avrebbe dato nuova dignità morale a un’intera popolazione di acceleratori interiori.”
La vicenda degli autovelox non omologati avrebbe regalato a molti automobilisti italiani qualcosa di più prezioso dello sconto su una multa: la sensazione di aver sempre avuto ragione dentro. Non importa se andavano forte, se inchiodavano tardi o se consideravano i limiti una forma di umorismo amministrativo. Ora possono finalmente dire che il problema non era la velocità. Era la validità spirituale dell’apparecchio.
Si profila così una categoria nuova di innocenza: quella retroattiva. Hai corso, ma con coscienza pulita. Hai superato i limiti, ma solo in attesa che un giudice riconoscesse il vizio formale del sistema. In pratica non eri irresponsabile. Eri avanti con la giurisprudenza.
L’effetto culturale è enorme: la strada resta la stessa, il piede pure, ma la narrativa migliora di colpo. In Italia, dopotutto, basta poco per trasformare l’infrazione in rivalsa civile.