Roma scopre la codardia organizzata: aggredire i senzatetto diventa l’ultimo sport senza onore
Le aggressioni notturne contro i più fragili mostrerebbero una violenza che non cerca forza, ma solo bersagli incapaci di restituirla.
Redazione

“Le aggressioni notturne contro i più fragili mostrerebbero una violenza che non cerca forza, ma solo bersagli incapaci di restituirla.”
Colpire chi dorme in strada non è una bravata, né un eccesso notturno, né l’ennesima nota di colore su una città fuori controllo. È una forma di codardia organizzata che sceglie i corpi più esposti perché sa che lì la risposta arriverà tardi, se arriverà. In questa graduatoria dell’infamia, il gruppo non serve a essere forti: serve a distribuire meglio la vigliaccheria.
Roma conosce bene il lessico del degrado, ma troppo spesso lo applica ai cartoni, ai giacigli, alla povertà in vista. Meno spesso lo usa per raccontare chi considera quella povertà un bersaglio disponibile. Eppure è lì il salto più netto. Non nel disordine della strada, ma nel momento in cui qualcuno decide che la fragilità altrui può diventare intrattenimento.
La satira qui si ferma quasi subito, perché il resto è già parodia crudele della civiltà. Resta soltanto una constatazione: una città che non protegge chi non ha nemmeno una porta da chiudere non ha un problema di notte. Ha un problema di coscienza diurna.