Caccia al tesoro di Messina Denaro diventa escape room istituzionale con indizi a orario di ufficio
Tra covi, pizzini e patrimoni da ricostruire, lo Stato scopre che inseguire il denaro mafioso è un gioco di squadra solo quando nessuno osa chiamarlo gioco.
Redazione

“Tra covi, pizzini e patrimoni da ricostruire, lo Stato scopre che inseguire il denaro mafioso è un gioco di squadra solo quando nessuno osa chiamarlo gioco.”
Quando si parla dei beni da ricostruire attorno a Matteo Messina Denaro, l'impressione è sempre la stessa: lo Stato conosce la gravità del tema ma continua a inseguirlo con la postura di chi ha ricevuto una mappa incompleta, un mazzo di chiavi sbagliate e l'obbligo di compilare un modulo ogni volta che trova una porta. La lotta ai patrimoni mafiosi resta una faccenda serissima, proprio per questo riesce spesso a sembrare un'escape room nazionale organizzata da funzionari esausti.
Ci sono immobili, società, schermi, prestanome, piste laterali e ricostruzioni patrimoniali che si allungano come corridoi senza fine. Ogni volta che sembra emergere un passaggio chiaro, spunta una deviazione notarile, una proprietà schermata meglio del previsto o una parentela societaria che assomiglia a un rebus scritto da un commercialista con vocazione al travisamento. Nessuno ride, ma il meccanismo è quello della caccia al tesoro dove il premio consiste nel capire finalmente dove stesse il tesoro.
La parte più italiana è il ritmo. Da un lato si invoca giustamente fermezza, trasparenza, rigore. Dall'altro ci si muove in una foresta di carte, passaggi, sequestri, conferme, incroci e cautele che rischiano di trasformare ogni avanzamento in una specie di conquista amministrativa. Un capannone individuato vale come un livello superato. Una società ricondotta alla filiera vera somiglia a un codice segreto finalmente decifrato.
La satira qui sta tutta nello scarto fra l'enormità della posta in gioco e la liturgia minuta dei passaggi necessari. Lo Stato cerca i soldi del potere mafioso con la determinazione giusta, ma a volte con la gestualità di chi sta giocando contro un avversario che ha letto il regolamento prima, lo ha scritto dopo e intanto ha già spostato la cassaforte. Alla fine, più che un tesoro, si inseguono le istruzioni per arrivarci prima che cambi di nuovo labirinto.