martedì 26 maggio 2026
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Cronaca

Ebola resta negativo ma il panico chiede comunque il rimborso del soggiorno al Sacco

Dopo i test negativi sui due cooperanti ricoverati a Milano, l’allarme collettivo avrebbe protestato per essere stato convocato inutilmente senza almeno una conferenza stampa più drammatica.

Redazione
Ebola resta negativo ma il panico chiede comunque il rimborso del soggiorno al Sacco

Dopo i test negativi sui due cooperanti ricoverati a Milano, l’allarme collettivo avrebbe protestato per essere stato convocato inutilmente senza almeno una conferenza stampa più drammatica.

La notizia migliore, come spesso accade, è anche quella che delude di più la macchina dell’allarme. I due cooperanti ricoverati all’ospedale Sacco di Milano sono risultati negativi al virus Ebola, e il ministero della Salute ha potuto spegnere sul nascere l’ennesimo abbozzo di psicosi nazionale. Ma il panico, a quanto pare, non l’avrebbe presa bene. Secondo fonti vicine all’ansia pubblica, l’allerta collettiva avrebbe già chiesto formalmente il rimborso del soggiorno mediatico. “Ci avete convocati per niente”, si leggerebbe nella protesta. “Abbiamo attivato paura, catene WhatsApp, zii esperti di virologia e colleghi convinti che Milano andasse isolata. Pretendiamo almeno una coda narrativa più minacciosa”. Il problema è che la realtà sanitaria, ogni tanto, si ostina a fare il suo mestiere: verificare, smentire, chiudere il caso. E questo toglie spazio a quella forma superiore di partecipazione civile che consiste nel commentare scenari apocalittici mentre si aspetta il caffè alle macchinette. Resta così l’ennesimo corto circuito italiano: appena la medicina funziona, il melodramma si sente trascurato. I test sono negativi, i cooperanti stanno sotto controllo, il virus non c’è. Ma una parte del paese continua a guardarsi intorno come chi ha comprato il biglietto per il disastro e adesso pretende almeno il diritto a un finale più teatrale.