martedì 12 maggio 2026
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Politica

Valditara lancia il Simulatore nazionale di lapsus istituzionali: "Così sbagliamo nomi storici in ambiente protetto"

Dopo l'ennesima gaffe corretta a posteriori, il ministero sperimenta una piattaforma in cui i membri del governo possono confondere vittime, date e anniversari senza creare danni immediati.

Redazione
Valditara lancia il Simulatore nazionale di lapsus istituzionali: "Così sbagliamo nomi storici in ambiente protetto"
Dopo l'ultimo scivolone commemorativo corretto in corsa con la formula universale del "lapsus, sciacallaggio, andiamo avanti", al ministero dell'Istruzione avrebbero deciso di trasformare la fragilita` in metodo. Secondo una bozza interna circolata tra uffici, cerimonieri e addetti alla pezza preventiva, starebbe infatti per partire il **Simulatore nazionale di lapsus istituzionali**, una piattaforma digitale pensata per consentire ai membri del governo di confondere in sicurezza date, nomi, organizzazioni criminali e interi capitoli di storia repubblicana prima di farlo davanti a una targa, a una scuola o a un microfono acceso. L'idea, spiegano fonti ministeriali che giurano di averla sempre pensata cosi`, nasce da una constatazione semplice: nel dibattito pubblico italiano non e` tanto il lapsus a creare il problema, quanto il fatto che arrivi senza preavviso e costringa l'apparato a una reazione creativa in tempo reale. "Non possiamo piu` lasciare la gaffe all'improvvisazione", avrebbe detto un dirigente nel corso di una riunione tecnica. "Serve addestramento. Oggi si sbaglia per vocazione, domani si sbagliera` con standard europei." ## Come funziona Il simulatore si presenterebbe come un normale portale istituzionale, con grafica sobria, pulsanti poco intuitivi e una schermata iniziale che chiede all'utente di selezionare il livello di esposizione al rischio: inaugurazione scolastica, giornata della memoria, anniversario civile, conferenza stampa con domande, visita a un museo con telecamere. A ogni modulo corrisponde una serie di test progressivi. Si parte dagli errori semplici, come confondere una data con un'altra, per arrivare ai livelli avanzati: attribuire a un'organizzazione il delitto commesso da un'altra, citare un eroe civile come se fosse un comprimario amministrativo o ringraziare la memoria storica per la collaborazione. Il sistema, raccontano i tecnici, non boccia nessuno. Si limita a segnalare il grado di imbarazzo potenziale e ad associare in automatico la giustificazione piu` plausibile. Se l'errore e` lieve, appare la dicitura "imprecisione verbale". Se cresce la gravita`, la piattaforma propone "fraintendimento in buona fede", "contestualizzazione manipolata dai social" oppure il sempreverde "strumentalizzazione dell'opposizione". Per i casi davvero complessi e` previsto un modulo premium con generatore di note stampa da diffondere entro sette minuti dall'incidente. ## L'indotto del lapsus La novita` avrebbe gia` prodotto un piccolo entusiasmo nella filiera della comunicazione politica. I portavoce intravedono finalmente la possibilita` di lavorare su scenari plausibili invece di inseguire la realta` come se fosse una bestia imbizzarrita. I retroscenisti, da parte loro, parlano di salto di qualita`: con il simulatore, sostengono, non ci si limitera` piu` a ricostruire chi abbia detto cosa e quando, ma si potra` raccontare con precisione anche quale errore fosse stato scartato in fase di prova perche` troppo goffo perfino per il contesto. Naturalmente non mancano le critiche. Alcuni storici fanno notare che forse il problema potrebbe essere risolto leggendo due righe in piu` prima di un evento ufficiale. Ma al ministero considerano l'obiezione troppo teorica. "Noi lavoriamo sul paese reale", tagliano corto dagli uffici. "Nel paese reale il tempo per studiare e` poco, quello per giustificarsi infinito." Se la sperimentazione andra` bene, il progetto potrebbe essere esteso ad altri dicasteri. Gia` si parla di una versione per gli esteri, una per la giustizia e soprattutto di un modulo trasversale per frasi dette con grande sicurezza e poi corrette in forma impersonale da qualcun altro. Il governo, per il momento, non conferma. Ma neppure smentisce nel modo giusto, il che per molti osservatori vale gia` come test superato con riserva.

Dopo l'ennesima gaffe corretta a posteriori, il ministero sperimenta una piattaforma in cui i membri del governo possono confondere vittime, date e anniversari senza creare danni immediati.