Nasce il Registro Nazionale delle Vittime di Tutto: domande aperte fino a esaurimento torti
Il Ministero per la Coesione Sociale lancia la prima piattaforma pubblica per autocertificare la propria condizione di vittima. I punteggi vengono sommati. Chi raggiunge quota 100 ottiene un attestato e il diritto a dire "lo sapevo".

Il modello è disponibile online dal 9 maggio, ma già nei giorni precedenti la piattaforma ha registrato oltre quarantamila pre-iscrizioni. Il Registro Nazionale delle Vittime di Tutto — acronimo RNVT, pronuncia facoltativa — è il progetto più ambizioso mai concepito per riconoscere formalmente ciò che molti italiani praticano da decenni in via informale: la vittimizzazione sistematica e trasversale.
«Volevamo dare una struttura», ha spiegato il sottosegretario responsabile durante la conferenza stampa di presentazione, tenuta in un'aula volutamente troppo piccola. «In questo Paese milioni di persone si sentono vittime ogni giorno. Era il momento di contarle.»
Il meccanismo è semplice. Ogni cittadino può accedere al portale e compilare il Questionario di Autovalutazione del Torto Subito (QATS), che assegna punteggi su scala da 1 a 10 per ciascuna categoria: incomprensione familiare, mancato riconoscimento professionale, maltempo, code agli sportelli, risultati sportivi avversi, e una voce generica denominata «altro (specificare in massimo 4000 caratteri)». I punteggi vengono sommati. Chi supera quota 100 ottiene un attestato digitale e il diritto certificato a pronunciare la frase «lo sapevo» in qualsiasi contesto pubblico o privato.
Oltre i 150 punti scatta la categoria Vittima Eccellente, con accesso prioritario agli sportelli comunali e una lettera di scuse preventiva da parte dell'ufficio protocollo.
Nei corridoi parlamentari la proposta ha trovato un consenso trasversale insolito. Tutti i gruppi hanno votato a favore, con la sola astensione del gruppo misto, che si è dichiarato vittima dell'obbligo di astenersi.
I sociologi interpellati hanno espresso pareri divergenti. Una parte ritiene che il registro formalizzi dinamiche già radicate, trasformando un habitus culturale in diritto codificato. Un'altra parte ha chiesto di non essere citata per non sembrare che ce la prenda.
Il sistema ha già sollevato una questione tecnica rilevante: cosa succede quando due utenti registrati si trovano in conflitto? Il regolamento prevede che in caso di scontro tra due vittime certificate, prevalga quella con il punteggio QATS più alto. Se i punteggi sono identici, si applica il criterio della «narrazione più articolata», valutata da una commissione di cinque membri, a loro volta iscritti al registro.
La piattaforma sarà aperta a tutti i cittadini maggiorenni. I minorenni potranno iscriversi tramite genitore, che tuttavia non potrà cumulare i punti del figlio con i propri — disposizione che ha già generato le prime segnalazioni di torto.
“Il Ministero per la Coesione Sociale lancia la prima piattaforma pubblica per autocertificare la propria condizione di vittima. I punteggi vengono sommati. Chi raggiunge quota 100 ottiene un attestato e il diritto a dire "lo sapevo".”