Schlein commissiona l’indignometro europeo: misura la credibilità su Gaza in decibel di imbarazzo
Davanti alla cautela continentale, l’opposizione immagina un apparecchio capace di quantificare la distanza tra dichiarazioni solenni e coraggio politico effettivo.
Redazione

“Davanti alla cautela continentale, l’opposizione immagina un apparecchio capace di quantificare la distanza tra dichiarazioni solenni e coraggio politico effettivo.”
In un continente dove la posizione morale viene spesso annunciata con grande chiarezza e praticata con moderazione quasi liturgica, qualcuno avrebbe finalmente pensato di introdurre uno strumento oggettivo. Si chiamerebbe **indignometro europeo** e servirebbe a misurare, in tempo reale, la quantità di imbarazzo prodotta ogni volta che le istituzioni comunitarie dichiarano preoccupazione, chiedono prudenza, evocano valori fondanti e subito dopo si dispongono ordinatamente a non disturbare nessun equilibrio davvero influente.
L’idea nascerebbe da una constatazione ormai trasversale: la credibilità internazionale non si è esaurita, ma si è fatta talmente sottile da richiedere un apparecchio di precisione. Nelle versioni prototipali il dispositivo si accende appena sente parole come “soluzione duratura”, “necessità di un confronto” e “massima attenzione alla crisi umanitaria”, poi comincia a emettere un suono acuto proporzionale alla distanza tra il lessico adottato e la volontà concreta di prendere una posizione meno imbottita di subordinate.
## La diplomazia come rumore bianco
Secondo i progettisti, il vantaggio dell’indignometro starebbe nella sua brutalità pedagogica. Non traduce i fatti, traduce la loro messa in sicurezza retorica. Un comunicato con tre appelli umanitari, due richiami ai diritti e zero conseguenze politiche produrrebbe un picco di frequenza tale da far vibrare i bicchieri sul tavolo della conferenza stampa. In presenza di dichiarazioni particolarmente bilanciate, l’apparecchio potrebbe perfino passare automaticamente alla modalità “sdegno ornamentale”.
I diplomatici europei non apprezzano e parlano di semplificazione populista. Ma chi sostiene il progetto fa notare che il dispositivo non fa altro che rendere udibile ciò che molti cittadini percepiscono già a orecchio nudo: il fruscio costante di un’Europa che conosce benissimo le parole giuste e si sforza moltissimo di non legarle mai a un rischio vero.
## Il futuro dell’etica comparata
Non è escluso che l’invenzione trovi applicazioni più ampie. Potrebbe essere usata nei parlamenti, nelle redazioni, nei summit internazionali e in ogni luogo dove l’indignazione viene dosata con attenzione per evitare che diventi posizione. C’è chi sogna già una versione tascabile per giornalisti, capace di lampeggiare ogni volta che un leader invoca la pace con la stessa convinzione con cui ordina il catering.
Nel frattempo il continente prosegue come sa fare meglio: con dichiarazioni calibrate, pause solenni e l’eterna speranza che la credibilità si rigeneri da sola se abbastanza persone la nominano con faccia seria. L’indignometro, purtroppo, sarebbe stato progettato proprio per smentire questa fede residua.