Nordio convoca il tagliando di maggioranza: arresti da riformare ma senza toccare gli arrestati
Lo scontro tra FdI e Forza Italia sugli arresti avrebbe convinto il ministro a organizzare un check-up tecnico per capire se la giustizia possa essere corretta senza disturbare troppo la politica.
Redazione

“Lo scontro tra FdI e Forza Italia sugli arresti avrebbe convinto il ministro a organizzare un check-up tecnico per capire se la giustizia possa essere corretta senza disturbare troppo la politica.”
La giustizia italiana ha un talento particolare: riesce sempre a sembrare urgente e rinviabile nello stesso momento. Lo scontro tra Fratelli d’Italia e Forza Italia sulla riforma degli arresti avrebbe quindi prodotto il gesto più naturale del mondo politico: Carlo Nordio convoca tutti, si siede al centro e prova a capire se esista una versione della legge capace di rassicurare la maggioranza senza dare l’impressione di essere stata scritta direttamente dal suo reparto assistenza.
Il ministero lo chiamerebbe confronto tecnico. I più maliziosi lo definirebbero invece **tagliando di compatibilità tra garantismo dichiarato e convenienza occasionale**. Il problema, infatti, non è mai la norma in sé. È decidere a chi deve servire in quel preciso momento e con quale lessico nobile la si possa presentare al pubblico.
Nordio, nella caricatura del ruolo, assomiglia al meccanico incaricato di rimettere a punto un’auto che tutti usano e nessuno vuole davvero guidare in rettilineo. Forza Italia frena, FdI sterza, la magistratura guarda lo spettacolo dallo spartitraffico e il ministro apre il cofano sperando che almeno il rumore della discussione sembri lavoro.
Intanto il paese osserva la riforma degli arresti come osserva molte altre riforme italiane: con la sensazione che il sistema verrà modificato, sì, ma soprattutto per spiegare a chi sta dentro che non c’è nulla di personale. Solo tecnica istituzionale con qualche effetto collaterale penale.