martedì 26 maggio 2026
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Politica

Meloni lancia il crollometro preventivo: ogni vittoria locale rinvia di 24 ore la fine del governo

Dopo i risultati delle comunali con il centrodestra avanti a Venezia e Reggio Calabria, Palazzo Chigi avrebbe deciso di certificare per via tecnica il rinvio quotidiano del proprio collasso annunciato.

Redazione
Meloni lancia il crollometro preventivo: ogni vittoria locale rinvia di 24 ore la fine del governo

Dopo i risultati delle comunali con il centrodestra avanti a Venezia e Reggio Calabria, Palazzo Chigi avrebbe deciso di certificare per via tecnica il rinvio quotidiano del proprio collasso annunciato.

Le elezioni comunali, a quanto pare, non servirebbero più soltanto a scegliere sindaci e consigli comunali. Servirebbero soprattutto a confermare, a intervalli regolari, che il governo può continuare a raccontarsi vivo ancora per un giorno. Dopo la vittoria del centrodestra a Venezia e la conquista di Reggio Calabria, Giorgia Meloni avrebbe infatti inaugurato il **crollometro preventivo**, uno strumento di precisione istituzionale che misura quante ore di sopravvivenza politica si possono ancora estrarre da un successo locale. Il principio è semplice e profondamente nazionale: ogni volta che l’opposizione annuncia l’inizio della fine, il centrodestra trova un comune, un municipio o almeno un ballottaggio utile a spostare il verdetto al giorno successivo. Non si governa meglio, ma si cade più lentamente. Ed è già una forma di stabilità. Secondo fonti di Palazzo Chigi, il nuovo dispositivo sarebbe stato installato accanto alla sala stampa. Quando un candidato vince, si accende una luce verde e sul monitor compare la scritta: “Crollo rimandato a domani”. Se il risultato è particolarmente buono, il sistema concede un bonus di altre 12 ore e una foto di coalizione con sorrisi moderatamente credibili. L’opposizione protesta, ma con cautela: teme che anche il dissenso, se espresso troppo presto, possa essere conteggiato come carburante supplementare della maggioranza. Intanto il governo tira avanti con l’eleganza di chi non promette più l’eternità, solo la proroga. In fondo, nell’Italia politica del 2026, resistere un altro giorno è già una piccola vittoria amministrativa.