martedì 26 maggio 2026
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Politica

Governo apre il centro ricomposizione fratture: alleati si diventa coesi solo in foto con sfondo istituzionale

Dopo l’ennesimo vertice inconcludente, la maggioranza avrebbe deciso di separare definitivamente la convivenza politica dalla fotogenia di coalizione.

Redazione
Governo apre il centro ricomposizione fratture: alleati si diventa coesi solo in foto con sfondo istituzionale

Dopo l’ennesimo vertice inconcludente, la maggioranza avrebbe deciso di separare definitivamente la convivenza politica dalla fotogenia di coalizione.

La maggioranza avrebbe finalmente preso atto di una verità semplice: governare insieme è complicato, ma sembrare d’accordo per quindici secondi davanti ai fotografi resta perfettamente alla portata. Per questo sarebbe nato il **centro ricomposizione fratture**, struttura di supporto politico-emotivo destinata ai leader di coalizione che non riescono più a condividere una linea, ma sono ancora disposti a condividere un fondale blu con stemma dorato e illuminazione neutra. Il nuovo modello organizzativo parte da un principio pragmatico. Se l’unità programmatica è irraggiungibile, si può almeno puntare all’unità scenografica. I leader arrivano separati, litigano con metodi ormai rituali su dazi, nomine, priorità e reciproci malumori, poi passano in una stanza laterale dove consulenti di postura e fotografi istituzionali li aiutano a comporre un’espressione compatibile con la stabilità. Il paese, del resto, non chiede troppo: gli basta vedere una giacca accanto all’altra senza che partano morsi. ## La coalizione come trattamento estetico Secondo le prime indiscrezioni, il centro offrirebbe diversi servizi. C’è il modulo “sorriso sobrio da compromesso inesistente”, il percorso “spalla inclinata ma non ostile” e un laboratorio speciale dedicato allo sguardo di chi vuole sembrare autorevole senza dare l’impressione di star pensando a un comunicato di smentita già pronto in tasca. Non si lavora sulle idee, che sarebbe un obiettivo avventuroso. Si lavora sul riflesso condizionato della coesione. Gli elettori, intanto, si starebbero adattando. Non valutano più i vertici sulla base di decisioni, accordi o provvedimenti, ma sulla qualità del fotogramma finale. Se i visi appaiono tirati ma composti, il summit è considerato promettente. Se due mani finiscono per sfiorarsi sul tavolo, si parla già di disgelo. La politica italiana sembra aver trovato la sua forma più onesta: non produrre convergenza, ma la sua versione ad alta definizione. ## Il futuro della stabilità ornamentale Non si esclude che il modello venga esportato. Amministrazioni locali, consigli di amministrazione e persino reunion familiari potrebbero adottare lo stesso approccio: smettere di cercare un’intesa reale e investire invece nella manutenzione visuale del legame. In un’epoca dominata dalla percezione, la compattezza migliore non è quella che regge. È quella che viene benissimo in foto. Alla fine il centro ricomposizione fratture non guarirà nulla, ma svolgerà un compito essenziale: convincere per qualche ora il paese che, se non altro, il caos ha imparato a mettersi in posa.