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Politica

Il Governo apre a metà alla riforma delle intercettazioni: "Potranno essere usate, ma solo quelle simpatiche"

Il Ministero della Giustizia avvia una task force per stabilire il criterio di simpatia. Previsto un algoritmo di valutazione "da definire".

Redazione
Il Governo apre a metà alla riforma delle intercettazioni: "Potranno essere usate, ma solo quelle simpatiche"
ROMA — Dopo settimane di trattative interne alla maggioranza, il Ministero della Giustizia ha annunciato di essere pronto ad "aprire a metà" sulla riforma delle intercettazioni, trovando quella che fonti di Palazzo Chigi hanno definito "una soluzione di compromesso creativa, pragmatica e giuridicamente in via di definizione". Il principio guida della nuova proposta, illustrato ieri sera dal Ministro durante un'intervista televisiva, è il seguente: le intercettazioni potranno continuare ad essere utilizzate nel processo penale, ma soltanto quelle classificate come "simpatiche". "Non possiamo consentire che conversazioni private, captate in contesti delicati, vengano utilizzate in modo decontestualizzato per danneggiare la reputazione di persone che stavano semplicemente parlando", ha spiegato il Ministro. "Allo stesso tempo, non vogliamo privare la magistratura di uno strumento investigativo fondamentale. La soluzione è distinguere. Intercettazioni simpatiche: sì. Intercettazioni sgradevoli: da valutare caso per caso." Alla domanda del conduttore su chi stabilirà cosa è simpatico e cosa non lo è, il Ministro ha risposto che è prevista l'istituzione di una task force tecnico-giuridica che "entro sei mesi" elaborerà dei criteri oggettivi. La task force sarà composta da "esperti di diritto, linguisti, e possibilmente un esperto di comunicazione non verbale", ha aggiunto, "perché il tono conta quanto il contenuto". La proposta ha suscitato reazioni immediate. L'Associazione Nazionale Magistrati ha definito il criterio "privo di qualsiasi fondamento giuridico e probabilmente incompatibile con i principi costituzionali, con il diritto europeo e con il buon senso comune". Il presidente dell'ANM ha aggiunto che "stabilire la simpatia di una conversazione captata in sede di indagine preliminare introduce un elemento di discrezionalità che non ha precedenti in nessun ordinamento democratico che io conosca, e ho controllato diversi". Il Garante della Privacy ha fatto sapere di aver "preso nota" della proposta e di voler "approfondire". Il Consiglio Superiore della Magistratura ha convocato una riunione straordinaria per la settimana prossima. Nell'opposizione parlamentare le reazioni sono state variegate. La senatrice del Partito Democratico Giovanna Ferretti ha dichiarato che "il livello di approssimazione giuridica raggiunto da questa maggioranza è ormai una forma d'arte". Un senatore di Italia Viva ha invece osservato che "il concetto di simpatia applicato al diritto penale apre scenari di riflessione filosofica che, pur nell'assurdità del contesto, non possono essere ignorati". Un giurista dell'Università La Sapienza, contattato per un commento tecnico, ha risposto dicendo che avrebbe bisogno di qualche giorno per capire se stava leggendo una bozza di legge o una parodia della stessa, e che in ogni caso avrebbe preferito non essere citato finché la distinzione non fosse chiara. Il Ministero ha precisato che l'algoritmo per la valutazione della simpatia sarà "basato su parametri oggettivi, trasparenti e verificabili", che verranno comunicati "non appena il gruppo di lavoro sarà costituito, i componenti nominati, i criteri definiti e il budget approvato in Finanziaria". Nel frattempo, le intercettazioni continuano ad essere utilizzate secondo le norme vigenti, che non prevedono alcun criterio di simpatia. Almeno per ora.

Il Ministero della Giustizia avvia una task force per stabilire il criterio di simpatia. Previsto un algoritmo di valutazione "da definire".