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Studio CENSIS: il 94% delle email della Pubblica Amministrazione contiene la parola "urgente" ma nessuna ha mai ricevuto risposta

La ricerca ha coinvolto 12.000 impiegati pubblici, 4 server di posta e un tecnico informatico che preferisce non essere nominato.

Redazione
Studio CENSIS: il 94% delle email della Pubblica Amministrazione contiene la parola "urgente" ma nessuna ha mai ricevuto risposta
ROMA — Un nuovo studio del CENSIS pubblicato ieri ha rivelato che il 94,3% delle comunicazioni email inviate tra enti della Pubblica Amministrazione italiana contiene almeno una delle seguenti parole: "urgente", "urgentissimo", "con la massima urgenza", "si prega di rispondere entro oggi" o "è fondamentale che lei risponda prima possibile, grazie". Nessuna di queste email ha ricevuto risposta entro le 72 ore successive all'invio. La ricerca, condotta nell'arco di 18 mesi su un campione di 12.000 dipendenti pubblici distribuiti in 34 enti ministeriali, 127 comuni e una ASL che ha partecipato "per curiosità", ha analizzato 2,3 milioni di email interne e tracciato il loro destino con una precisione che gli stessi ricercatori definiscono "commovente". "Quello che emerge è un ecosistema comunicativo basato sull'urgenza percepita e sulla risposta differita", ha spiegato la dottoressa Alessandra Vernoni, coordinatrice dello studio e autrice del capitolo intitolato "La semantica dell'urgenza nell'era della gestione in attesa". "L'email viene inviata con un senso di necessità assoluta. Viene aperta mediamente dopo 4,7 giorni. Viene letta parzialmente. Viene contrassegnata come 'da rispondere'. Entra nella cartella 'Posta in arrivo (2347)'. E lì rimane." Il dato più sorprendente riguarda la percentuale di email marchiate come "urgenti" che vengono risposto entro 24 ore: il 2,1%. Di queste, il 78% ha ricevuto una risposta del tipo "Ho ricevuto la sua email, le rispondo appena possibile". Lo studio ha anche rilevato che il 61% degli impiegati pubblici intervistati ritiene di rispondere "quasi sempre" alle email urgenti, mentre il restante 39% "risponde quando può". Questa discrepanza tra percezione e realtà statistica è stata definita dai ricercatori "il paradosso dell'urgenza burocratica", ovvero la convinzione diffusa di essere sempre in procinto di rispondere senza mai farlo concretamente. Il Ministero per la Semplificazione Amministrativa ha accolto con favore i risultati dello studio e ha annunciato la creazione di un tavolo tecnico interministeriale per "approfondire le cause del fenomeno e individuare soluzioni operative". Il tavolo si riunirà per la prima volta "appena vengono confermate le disponibilità dei partecipanti", cosa che avverrà "a breve". Il responsabile della comunicazione del Ministero ha inviato ai giornalisti una email con oggetto "URGENTE — Comunicato stampa tavolo tecnico email PA" alle 11:47 di ieri mattina. Alle 18:30, nessuno aveva ancora risposto. Un tecnico informatico che ha chiesto di rimanere anonimo ("per ragioni di sopravvivenza professionale") ha aggiunto una nota a margine dello studio: "Se volessero davvero risolvere il problema, potrebbero iniziare rispondendo alle email. Ma capisco che ci voglia un tavolo tecnico per arrivarci." Il tavolo tecnico, una volta istituito, avrà una sua email istituzionale dedicata. Gli esperti stimano che nella prima settimana di attività riceverà circa 340 messaggi urgenti. Nessuno dei quali riceverà risposta entro 72 ore.

La ricerca ha coinvolto 12.000 impiegati pubblici, 4 server di posta e un tecnico informatico che preferisce non essere nominato.