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Click day per il Bonus Attesa: 480 euro a chi dimostra di aver perso tre mattine in fila

Il governo vara il sostegno una tantum per i cittadini rimasti in coda tra portali in crash, CAF pieni e numeretti saltati. Domande aperte per 11 secondi, con precedenza a chi allega almeno due schermate di errore.

Redazione
Click day per il Bonus Attesa: 480 euro a chi dimostra di aver perso tre mattine in fila

ROMA. Dopo settimane di indiscrezioni, bozze circolate in pdf storti e smentite affidate a fonti che chiedevano l’anonimato perché non avevano ancora capito il decreto, il Consiglio dei ministri ha approvato ieri sera il Bonus Attesa, contributo straordinario da 480 euro destinato ai cittadini che riescano a dimostrare di aver perso almeno tre mattine consecutive nel tentativo di ottenere un altro bonus.

La misura, contenuta nel decreto-legge sulla “Continuità Operativa Familiare”, punta secondo Palazzo Chigi a “riconoscere economicamente il tempo evaporato nelle procedure di accesso ai sostegni pubblici”, cioè quelle ore in cui il cittadino non lavora, non vive e non respira, ma aggiorna una pagina con scritto sessione scaduta.

Il nuovo contributo sarà assegnato tramite click day nazionale fissato per lunedì prossimo alle 8:00 e 12 secondi. La finestra per l’invio resterà aperta fino alle 8:00 e 23 secondi, salvo esaurimento fondi, previsto dai tecnici “tra il quinto e il settimo secondo, ma con prudenza”.

Per accedere al Bonus Attesa occorrerà presentare il modulo BQ/17-ter, allegare un ISEE inferiore a 14.112,63 euro, una dichiarazione sostitutiva di frustrazione resa ai sensi dell’articolo 46 del dpr 445/2000, il riepilogo delle code effettuate presso almeno un CAF, un ufficio postale o una piattaforma digitale ministeriale, e soprattutto la certificazione di “mattinata infruttuosa continuativa”, rilasciata dall’Istituto Nazionale per la Pazienza Reddituale.

Il documento chiave sarà però il cosiddetto Prospetto di Immobilità Produttiva Domestica, un allegato di quattro pagine in cui il richiedente dovrà indicare l’orario esatto in cui ha iniziato a sperare, quello in cui ha smesso di capire e quello in cui ha accettato di tornare il giorno dopo con una fotocopia diversa.

“Non è un sussidio assistenziale, è un investimento nella resilienza amministrativa delle famiglie”, ha dichiarato il ministro per la Semplificazione Procedurale, Adolfo Quieto, figura finora nota soprattutto per aver promesso nel 2025 una piattaforma unica “capace di confondere i cittadini una volta sola”. Secondo Quieto, il Bonus Attesa “premia chi non ha mollato davanti alla quarta autenticazione SPID e ha continuato a credere nella Repubblica anche dopo il terzo captcha con i semafori”.

Più tecnico il commento della sottosegretaria ai Rapporti con gli Sportelli, Mirella Cartacei, che ha spiegato come il governo abbia “voluto dare una risposta concreta a milioni di italiani sospesi tra bisogno reale e ricevuta provvisoria”. Cartacei ha poi precisato che le domande saranno valutate in ordine cronologico, ma con correttivo territoriale, coefficiente di esasperazione e punteggio aggiuntivo per chi caricherà almeno due schermate con errore 502 chiaramente leggibile.

Il decreto prevede una corsia preferenziale per i nuclei con figli a carico che abbiano già partecipato, senza successo, ad almeno due precedenti click day nello stesso trimestre. In quel caso sarà possibile richiedere anche il Voucher Ristoro da Attesa Secondaria, pari a 37 euro in buoni spesa non cumulabili con il Bonus Trasporti, il Bonus Psicologo e il vecchio contributo una tantum per la sostituzione del toner usato per stampare autocertificazioni inutili.

Le opposizioni parlano di misura tardiva, ma non ne contestano l’impianto. Alcuni partiti di minoranza hanno chiesto solo che il bonus venga esteso anche a chi ha perso ferie per recuperare una firma digitale o per rifare la procedura con browser consigliato dall’assistenza. “Il problema non è il contributo”, ha detto una nota dell’Osservatorio Permanente sulle File Interrotte, “è che l’Italia ha trasformato il bisogno in un concorso pubblico con premi limitati e server emotivi”.

Secondo la relazione tecnica, la platea potenziale supera i 5,4 milioni di persone, ma i fondi stanziati basteranno per circa 8.700 domande. Il governo difende il rapporto tra aventi diritto e beneficiari sostenendo che la selettività della misura “incentiva la puntualità civica”. In pratica, chi conosce a memoria la password, ha la pec aperta, la scansione sotto i 2 megabyte e una connessione stabile potrebbe avere qualche possibilità di arrivare al rimborso prima della dissoluzione del sistema.

Nel frattempo i CAF stanno organizzando simulazioni collettive. In diverse città sono già comparsi volantini che invitano i cittadini a presentarsi domenica sera con tessera sanitaria, documento d’identità, codice iban, indirizzo email, marca da bollo emotiva e merenda. A Bologna un centro servizi offrirà addirittura una “notte bianca del precaricato”, con operatori impegnati a controllare per tutta la notte se il portale richieda il pdf firmato digitalmente o semplicemente lo rifiuti per principio.

Non mancano i dettagli più strettamente burocratici. La domanda dovrà essere caricata sulla piattaforma UnicaMaNonTroppo.gov, autenticandosi con SPID di livello 2, CIE, CNS o, in via sperimentale, con una delega notarile del parente più paziente. Una volta effettuato l’accesso, il cittadino disporrà di 90 secondi per compilare tutti i campi, ma il timer partirà dal momento in cui il sistema smetterà di mostrare la rotellina di caricamento. Se la sessione scade, sarà possibile riprovare l’anno successivo.

Il ministero dell’Economia assicura che il meccanismo è stato semplificato rispetto al passato. “Quest’anno abbiamo eliminato due allegati e accorpato le dichiarazioni sulle attese superiori ai 45 minuti in un solo quadro riepilogativo”, ha spiegato in una nota il Dipartimento per l’Armonizzazione degli Accessi Incentivati. La stessa nota raccomanda di non aggiornare la pagina durante il click day e di mantenere un atteggiamento collaborativo verso il browser.

Sul piano politico, la misura consente all’esecutivo di parlare contemporaneamente a ceto medio impoverito, lavoratori intermittenti e famiglie con liquidità intermittente. La promessa è semplice: se lo Stato non riesce a darti il bonus che cercavi, può sempre riconoscerti il sacrificio fatto per non ottenerlo. È una forma di welfare riflessivo, dove il sostegno arriva non sulla causa del disagio ma sulla sua coda amministrativa.

Restano alcuni nodi applicativi. Non è ancora chiaro, per esempio, se verranno considerate valide le attese fatte accanto a un familiare, né come sarà certificata la disperazione da call center. Un emendamento dell’ultima ora prevede però che, in mancanza di ricevute, il richiedente possa allegare una testimonianza di vicinato o una foto del numero eliminacode con l’orario visibile.

Per evitare polemiche, il governo ha promesso un monitoraggio in tempo reale dell’operazione. Sul sito del ministero comparirà una barra di avanzamento con tre colori: verde fino a esaurimento dignità, giallo fino a esaurimento fondi, rosso al momento del crash definitivo. Gli italiani, come da tradizione, si stanno già preparando. C’è chi ha chiesto ferie, chi ha prenotato due dispositivi, chi farà accesso dal telefono della suocera e chi, più prudentemente, ha già iniziato a perdere la prima delle tre mattine necessarie per il prossimo bonus.

Il governo vara il sostegno una tantum per i cittadini rimasti in coda tra portali in crash, CAF pieni e numeretti saltati. Domande aperte per 11 secondi, con precedenza a chi allega almeno due schermate di errore.