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Non sai cosa guardare? Arriva l'abbonamento che sceglie la serie al posto tuo e ti giudica se la molli

La nuova formula premium promette di ridurre il tempo perso davanti al catalogo, ma introduce notifiche passive-aggressive quando abbandoni al terzo episodio.

Redazione
Non sai cosa guardare? Arriva l'abbonamento che sceglie la serie al posto tuo e ti giudica se la molli
_Articolo satirico. Piattaforme e funzioni descritte sono immaginarie._ La guerra dello streaming ha aperto un nuovo fronte: non quello dei contenuti, non quello dei prezzi, ma quello dell'esaurimento decisionale. Da qui nasce **Select+**, l'abbonamento che promette di scegliere automaticamente la serie da guardare al posto dell'utente, eliminando alla radice uno dei grandi sprechi di tempo domestico contemporaneo: i quaranta minuti passati a scorrere locandine per poi rivedere qualcosa che si conosce già. La novità, presentata con tono quasi terapeutico dal **Centro studi per la Frizione da Catalogo**, punta a trasformare il rapporto tra spettatore e piattaforma. Non più un servizio che offre troppo, ma un'autorità morbida che seleziona con sicurezza. Una volta attivato il piano, l'utente indica soltanto umore, livello di attenzione residua e disponibilità o meno ad accettare sottotrame ambientate in una cittadina piovosa. Da quel momento decide tutto la piattaforma, che fa partire il titolo considerato più adeguato al vostro stato civile, energetico e narrativo. ## Come funziona Il motore è basato su un sistema chiamato **FidatiDiNoi Engine**, descritto dai promotori come "meno democratico ma più utile". L'algoritmo analizza le vostre abitudini precedenti, il numero di volte in cui avete abbandonato una serie definendola "lenta", la frequenza con cui avete rimandato un documentario reputato importante e il tempo medio impiegato per decidere se un thriller nordico fosse davvero la scelta giusta per il mercoledì. A quel punto vi assegna un contenuto e lo avvia entro dodici secondi. Se provate a tornare indietro, compare una scritta discreta ma molto chiara: "Questa esitazione è già stata considerata". Il vero salto di qualità è però nel post-visione. Se interrompete una serie prima del quarto episodio, il sistema vi invia una notifica formulata con educazione scandinava e delusione romana. Nulla di apertamente aggressivo, ma messaggi del tipo: "Capivamo che il secondo episodio fosse complesso, ci aspettavamo più fiducia" oppure "Abbiamo notato un abbandono precoce in una fase delicata dell'arco narrativo". Il **Comitato per la Responsabilità dello Spettatore Premium** sostiene che non si tratti di colpevolizzazione, ma di accompagnamento culturale. ## Addio scroll infinito? I test interni avrebbero prodotto risultati incoraggianti. Il tempo trascorso sulla schermata iniziale si riduce dell'82%, mentre cresce la percentuale di utenti che arrivano almeno alla fine della prima stagione prima di dichiarare pubblicamente di averla sempre trovata sopravvalutata. La piattaforma parla di un successo, soprattutto nelle fasce fra i 28 e i 44 anni, quelle che più di tutte soffrono la combinazione letale fra catalogo vasto, stanchezza serale e paura di sprecare la serata con un titolo che poi diventa "bello dalla quinta puntata". Non mancano, naturalmente, le funzioni premium. Con il piano **Select+ Plus** si può delegare anche la scelta del momento ideale per guardare qualcosa, lasciando che il sistema blocchi in automatico altre app, silenzi le chat e faccia partire un film "che da soli non avreste mai scelto ma che vi farà bene". C'è poi un'opzione per coppie, definita con un certo coraggio **Compromesso Guidato**, che valuta quale dei due utenti abbia già ceduto di più nella settimana e assegna la visione in base al saldo emotivo accumulato. ## Il nodo culturale Alcuni critici guardano al progetto con diffidenza. L'obiezione non riguarda solo il potere degli algoritmi, ma il fatto che una piattaforma di intrattenimento stia progressivamente assumendo il ruolo di tutore morale delle nostre serate. Il **Forum per l'Autodeterminazione da Divano** sostiene che la libertà dello spettatore includa anche il diritto di aprire sei schede, guardare tre trailer, infastidirsi con l'interfaccia e infine non scegliere niente. "È una pratica improduttiva, sì", spiega una nota, "ma è ancora una pratica libera". Le piattaforme replicano che il problema non è la libertà, ma l'inerzia. Oggi abbiamo troppo da vedere e troppo poco margine per decidere bene. Il risultato, dicono, è che la scelta stessa è diventata il prodotto. **Select+** nasce per spezzare questo meccanismo e riportare lo streaming alla sua funzione originaria: premere play senza vivere l'evento come un referendum domestico. ## Un mercato pronto Gli analisti credono che il servizio abbia spazio. Negli ultimi anni il pubblico ha accettato volentieri formule che semplificano la decisione, dai feed automatici alle playlist create dall'intelligenza artificiale. Portare la stessa logica sulla serialità era questione di tempo. Il punto, semmai, è capire fino a dove si spingerà il modello. Oggi l'algoritmo sceglie una serie per voi. Domani potrebbe decidere che avete bisogno di un documentario sulla longevità invece di una commedia romantica e impedirvi educatamente di contraddirlo. Per ora il rollout è limitato, ma l'interesse è già alto. In molti, va detto, sembrano pronti a rinunciare a una fetta di autonomia pur di non dover leggere ancora la frase "Per te" su una riga piena di cose che non guarderanno mai. Se questa sia resa culturale o semplice comodità, lo deciderà il prossimo abbonamento.

La nuova formula premium promette di ridurre il tempo perso davanti al catalogo, ma introduce notifiche passive-aggressive quando abbandoni al terzo episodio.