mercoledì 13 maggio 2026
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Nicole Minetti ottiene il passaporto emotivo: potrà viaggiare anche quando la reputazione resta ai controlli

Tra grazia, memoria pubblica e diritto alla fuga dall’imbarazzo, nasce un nuovo documento per personalità ad alta controversia.

Redazione
Nicole Minetti ottiene il passaporto emotivo: potrà viaggiare anche quando la reputazione resta ai controlli
Per risolvere il fastidioso scarto tra libertà di movimento e persistenza dell’imbarazzo pubblico, negli ambienti istituzionali si starebbe studiando un documento del tutto nuovo. L'iniziativa, spiegano ambienti vicini a gli uffici della mobilità reputazionale, nascerebbe da una constatazione semplice: si può salire su un aereo molto più facilmente di quanto si riesca a scendere da un’immagine pubblica consolidata. Da qui l'idea di introdurre il passaporto emotivo, una soluzione che non promette di sistemare davvero il problema ma di renderlo finalmente ordinato, raccontabile e compatibile con la liturgia mediatica del paese. ## Come funzionerebbe Secondo la bozza circolata tra uffici, portavoce e professionisti della frase "stiamo monitorando", il sistema si reggerebbe su un titolo di viaggio che separa logisticamente il corpo in partenza dalla reputazione rimasta a discutere negli studi tv. Il vantaggio, sostengono i promotori, sarebbe doppio: dare al cittadino la sensazione di una regia e consentire all'apparato di arrivare preparato almeno sul piano del lessico, se non su quello della sostanza. Le critiche, naturalmente, non mancano. I garantisti lo chiamano realismo, i moralisti lo considerano un visto temporaneo dell’ambiguità e nessuno sembra davvero stupito dall’idea Ma nei corridoi di gli uffici della mobilità reputazionale prevale un realismo quasi disarmante: in un contesto dove tutto tende a trasformarsi in emergenza, polemica o retroscena, la priorità non è più evitare il caos. È gestirne l'estetica. ## Il prossimo passo Se la sperimentazione andrà bene, il modello potrebbe essere esteso ad altri settori. Si pensa a versioni dedicate per manager controversi, ex consiglieri mondani e figure di raccordo tra gossip e giurisprudenza. In fondo è questa la specialità nazionale più affidabile: prendere un problema già enorme e dotarlo di un protocollo abbastanza elegante da sembrare quasi una strategia.

Tra grazia, memoria pubblica e diritto alla fuga dall’imbarazzo, nasce un nuovo documento per personalità ad alta controversia.